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Ridon-danza

 Una gamba, poi l’altra mi alzo cammino e un, due… Indosso questo poi quello metto questo qui - poi quello lì. Incontro saluto un cenno e cammino, sempre avanti testa alta tacco, punta il mondo si muove i miei piedi – il motore. Apro, chiudo slaccio – allaccio rotolo veloce senza attrito da qui a laggiù perché? …se non lo sai tu. Da ordine a caos da caos a ordine faccio, disfaccio smonto, rimonto un pezzo la volta un giorno la volta un sorriso, stavolta una lacrima, a volte aspettando la svolta una vita stravolta una vita stolta un fiato corto smorto fermo con sguardo assorto. Osservo e vedo un codice ripetitivo recidivo lo vivo gli rendo conto mai ragione. Sono dentro e sono fuori mai allineato fuori strada sul ciglio con fiero cipiglio giusto per gettare scompiglio. Lo sento come un film già visto una danza assurda un gran trambusto tutto pronto finto, con un finale già scritto rivisto – editto.    ...

Solitudine

 È un venerdì sera, sono seduto sul divano e tutto d’un tratto sento accanto a me la presenza, quasi fisica, di qualcuno o qualcosa. Una densità dell’aria anomala. La guardo, non la vedo, allungo la mano ma non la tocco anche se so che c’è. Ho le membra stanche, il corpo chiede pietà, ma la mia mente difficilmente trova riposo, tranne se consapevolmente mi fermo a contemplare il respiro, con calma. La presenza che sento al mio fianco è in realtà un’assenza. Uno spazio vuoto è uno spazio non riempito. È uno spazio che prima ospitava qualcuno e adesso non lo fa più. Sento una stretta allo stomaco, stringo un po’ la mascella. Respingo quella sensazione, la allontano come per fuggirne ma senza muovermi, come per fuggire da un pensiero, ma come si fugge un pensiero? Me ne rendo conto ed allora provo compassione e accoglienza. Sento che fuggire non va bene - non è possibile - e allora mi accolgo e raccolgo. La stretta allo stomaco allenta un po’ la sua presa, riempio i polmon...

Il Silenzio

  Il silenzio ci permea e ci accomuna tutti. Possiamo avere gusti musicali diversi, toni della voce diversi, ma quando finalmente tacciamo ecco che si rivela il silenzio. È uguale per me, per te, per un cane o un uccello. Ci accomuna tutti e ci unisce come una maglia invisibile. Alcuni lo vivono con disagio, il silenzio, come una cosa da evitare. Come se silenzio fosse sinonimo di mancanza . E se così non fosse? Mi sto esercitando nella pratica della presenza nel silenzio, del vivere con esso, del sentire il silenzio del mio cane e sentirmi nel suo. Nel sentire il silenzio delle piante, degli alberi. Nel essere parte di questo silenzio. Quando chiudo gli occhi per meditare un fiume di pensieri affolla la mia mente. Ma come si presentano questi pensieri? Sono parole, fiumi di parole. Dicono che più sia articolata la capacità linguistica di una persona più complessi e articolati siano i suoi pensieri. Non possiamo quindi pensare ciò che non possiamo dire. Se nel silenzio...

Quarantena - Introspezioni e leoni in gabbia

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Ciao ragazz*,  siamo tutti in quarantena e penso che io come voi mi stia trovando in un lungo periodo introspettivo, lento. Per quanto le nostre comodità e tecnologie possano supplire ai nostri vuoti ci troviamo comunque in un momento delicato. Da quanto tempo non ci trovavamo soli con noi stessi? È interessante provare ad abbracciare questa sensazione, osservare la nostra mente che scappa di qua e di là, il corpo che scalpita e chiede movimento, il cuore che batte calmo e regolare e si chiede cosa stia succedendo. E poi fare caso a quei piccoli rumori che ci sono in casa ed ai quali non avevamo mai dato peso, quanto rumore riesce a fare il filtro dell’acquario? Ascoltare il silenzio tombale di un sabato sera in centro, dedicare del tempo a pulire casa angolo per angolo, studiare senza sensi di colpa, affacciarsi alla finestra e scambiarsi un saluto con il vicino, chi mai l’aveva visto?   E poi sorge una gran voglia di fare, di uscire. Vorrei uscire lì fuori...

Paura - Alleata o nemica?

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Cos'è la paura? “Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza” [Galimberti].  Essendo un praticante di Parkour ho a che fare con la paura quotidianamente, ogni allenamento la trovo lì pronta a svolgere il suo dovere, a farmi venire dei dubbi, a pormi delle domande. Così mi obbliga a stare un po’ più attento, a scavare a fondo dentro di me e domandarmi: “posso farlo? Ne sono capace? Accetto il rischio?”. E così prendo la mia decisione positiva o negativa. A volte prendo la paura e la metto da parte, smetto di ascoltarla perché diventa come la voce di una mamma troppo apprensiva ed è bene non darle peso. Altre volte invece ha ragione lei e frena quell’impeto istantaneo riportandoti in una situa...

Dolore: condizione fisica o mentale?

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Cos’è il dolore? Il dolore è una condizione fisica o mentale? Eccheneso, sarà la vostra risposta. Fatto sta che quando sbatto, cado, mi taglio, provo inevitabilmente dolore. Ma il dolore che provo è realmente così tanto? O in qualche modo sono io ad enfatizzarlo mentalmente? Quando diventiamo adulti pensiamo ormai di avere capito come funzionano le cose, di avere il controllo e invece al 90% non ci abbiamo capito una mazza. Infatti ciò che più ho imparato sul dolore non è stato grazie alla sapienza degli anni, ma grazie ai bambini.  Eh sì, gli adulti saranno pure i detentori del “sapere”, ma i bambini ti fanno capire molto più! Che intendo? Come alcuni di voi già sanno insegno parkour e acrobatica già da diversi anni, ed alcune delle mie lezioni sono per bambini. E lì il “laboratorio” è fenomenale! Come in tutti gli sport capita di cadere, sbattere un ginocchio o “stincare” un atterraggio. Ovviamente fa male, ma quanto? Quando fai lezione con gli adulti tendi a pensarl...

La competizione nel Parkour. Si o no?

Sono un praticante di Parkour ormai da svariati anni ed un tema che è sempre stato ricorrente è: la competizione ci sta? o no? Sono state fatte sull'argomento un milione di riflessioni, chiaramente c'è chi è pro, chi è contro e chi se ne frega. A me la cosa ha sempre interessato poco, perché ero uno di quelli che amava saltare e divertirsi e che importa se gli altri competono in america o a Santorini. Oggi però tutto è cambiato, vivo il Parkour ogni giorno, mi faccio promotore di una cultura del movimento che amo e che va ben oltre la prestazione fisica e la performance. Provo a far esplorare a chi mi segue dei concetti più profondi che sono lì: sotto la superficie della pratica spicciola. Della pratica dei salti. E per questo, in un mondo che evolve ad una velocità imbarazzante, sento di voler esprimere la mia idea al riguardo. Perché il Parkour mi ha conquistato La cosa che dieci anni fa mi colpì di più e mi portò a praticare questa meravigliosa disciplina era la libertà...