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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Ridon-danza

 Una gamba, poi l’altra mi alzo cammino e un, due… Indosso questo poi quello metto questo qui - poi quello lì. Incontro saluto un cenno e cammino, sempre avanti testa alta tacco, punta il mondo si muove i miei piedi – il motore. Apro, chiudo slaccio – allaccio rotolo veloce senza attrito da qui a laggiù perché? …se non lo sai tu. Da ordine a caos da caos a ordine faccio, disfaccio smonto, rimonto un pezzo la volta un giorno la volta un sorriso, stavolta una lacrima, a volte aspettando la svolta una vita stravolta una vita stolta un fiato corto smorto fermo con sguardo assorto. Osservo e vedo un codice ripetitivo recidivo lo vivo gli rendo conto mai ragione. Sono dentro e sono fuori mai allineato fuori strada sul ciglio con fiero cipiglio giusto per gettare scompiglio. Lo sento come un film già visto una danza assurda un gran trambusto tutto pronto finto, con un finale già scritto rivisto – editto.    ...

Solitudine

 È un venerdì sera, sono seduto sul divano e tutto d’un tratto sento accanto a me la presenza, quasi fisica, di qualcuno o qualcosa. Una densità dell’aria anomala. La guardo, non la vedo, allungo la mano ma non la tocco anche se so che c’è. Ho le membra stanche, il corpo chiede pietà, ma la mia mente difficilmente trova riposo, tranne se consapevolmente mi fermo a contemplare il respiro, con calma. La presenza che sento al mio fianco è in realtà un’assenza. Uno spazio vuoto è uno spazio non riempito. È uno spazio che prima ospitava qualcuno e adesso non lo fa più. Sento una stretta allo stomaco, stringo un po’ la mascella. Respingo quella sensazione, la allontano come per fuggirne ma senza muovermi, come per fuggire da un pensiero, ma come si fugge un pensiero? Me ne rendo conto ed allora provo compassione e accoglienza. Sento che fuggire non va bene - non è possibile - e allora mi accolgo e raccolgo. La stretta allo stomaco allenta un po’ la sua presa, riempio i polmon...

Il Silenzio

  Il silenzio ci permea e ci accomuna tutti. Possiamo avere gusti musicali diversi, toni della voce diversi, ma quando finalmente tacciamo ecco che si rivela il silenzio. È uguale per me, per te, per un cane o un uccello. Ci accomuna tutti e ci unisce come una maglia invisibile. Alcuni lo vivono con disagio, il silenzio, come una cosa da evitare. Come se silenzio fosse sinonimo di mancanza . E se così non fosse? Mi sto esercitando nella pratica della presenza nel silenzio, del vivere con esso, del sentire il silenzio del mio cane e sentirmi nel suo. Nel sentire il silenzio delle piante, degli alberi. Nel essere parte di questo silenzio. Quando chiudo gli occhi per meditare un fiume di pensieri affolla la mia mente. Ma come si presentano questi pensieri? Sono parole, fiumi di parole. Dicono che più sia articolata la capacità linguistica di una persona più complessi e articolati siano i suoi pensieri. Non possiamo quindi pensare ciò che non possiamo dire. Se nel silenzio...