Il Silenzio

 Il silenzio ci permea e ci accomuna tutti.

Possiamo avere gusti musicali diversi, toni della voce diversi, ma quando finalmente tacciamo ecco che si rivela il silenzio. È uguale per me, per te, per un cane o un uccello. Ci accomuna tutti e ci unisce come una maglia invisibile.

Alcuni lo vivono con disagio, il silenzio, come una cosa da evitare. Come se silenzio fosse sinonimo di mancanza. E se così non fosse?

Mi sto esercitando nella pratica della presenza nel silenzio, del vivere con esso, del sentire il silenzio del mio cane e sentirmi nel suo. Nel sentire il silenzio delle piante, degli alberi. Nel essere parte di questo silenzio.

Quando chiudo gli occhi per meditare un fiume di pensieri affolla la mia mente. Ma come si presentano questi pensieri? Sono parole, fiumi di parole. Dicono che più sia articolata la capacità linguistica di una persona più complessi e articolati siano i suoi pensieri. Non possiamo quindi pensare ciò che non possiamo dire.

Se nel silenzio della meditazione appaiono tutti questi pensieri, ovvero tutte queste parole, significa che c’è tanto rumore. Un rumore assordante. E cosa succede quando c’è rumore? Che non riusciamo più a distinguere una melodia dal fracasso di un cantiere, il canto di un uccello dal latrare di un cane.

Serve fare pace con il silenzio, esterno ed interno. Serve imparare a capirlo e poi apprezzarlo.
Serve a fare in modo che una volta placata la tempesta di rumori, nella serenità, si possa ricominciare ad ascoltare e molto probabilmente udire quel suono, quella voce, che era sempre stata lì, sommessa, schiacciata, pestata da una folla urlante di pensieri. E scoprire poi magari che quella voce sommessa aveva da dirci qualcosa di importante. Qualcosa fino ad allora inudibile. 

In un mondo che urla e strepita, mi emoziona chi è in grado di starsene lì fermo, in silenzio.

 

Io accarezzo il silenzio.
Il silenzio –
che mi spedisci
tu.
La prontezza
della tua assenza
la assaporo -
la mancanza -
qui
nel pieno del petto
vuoto,
la sorseggio
come un vino difficile,
te la dono
come una mano grande
aperta
sotto la pioggia.

Chandra L. Candiani

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